Il brano descritto dall’evangelista Marco bisogna leggerlo alla luce della prima lettura del profeto Isaia. In essa si parla di Dio come uno,che pensa in modo diverso dagli uomini. “Le mie vie non sono le vostre vie”.
Che cosa facciamo più fatica ad accettare del pensiero di Dio? Che cosa non capiamo? La risposta é sempre nella prima lettura. “Comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte.”
La cosa più fastidiosa di Dio é la sua gratuità. Lui mi ama senza un mio merito. Lui vuol bene a tutti, anche ai più disgraziati e cattivi. Lui é sempre disponibile per tutti, non guarda il merito, guarda il bisogno.
Questo amore sarà sempre fonte di scandalo per i benpensanti quali siamo.
Il battesimo di Giovanni aveva il compito di preparare la venuta del Messia, ma con un cuore libero dalle immagini di come doveva essere questo liberatore.
Il verbo greco baptizo significa immergere, seppellire. Le nostre vie devono morire, e fare spazio ad altre strade, ad un altro modo di pensare.
Un’altra caratteristica di Dio che non proprio corrisponde ai canoni che spesso preferiamo é l’umiltà con cui ha deciso di salvarsi.
Quel giorno si mette in fila con tutti, si mette al nostro livello, sceglie di confondersi con gli altri uomini. L’amore non vive di privilegi, ma il donarsi é l’unico privilegio che si sente di dover accettare.
La gratuità e l’umiltà di Gesù ci aiutino a non disperare mai. L’ultima parte della prima lettura c’è lo ricorda: ogni mia parola non ritornerà a me senza aver compiuto ciò che per cui l’ho mandata.” Questa testardaggine di Dio che ci vuole tutti salvi é un altra realtà con cui fare i conti, perché spesso noi pensiamo che Dio non mi può salvare perché sono troppo incoerente e ne faccio di tutti i colori.
Preghiamo che tutte queste idee su Dio muoiano al più presto per far nascere in noi la fede che ci fa credere che il Padre ha un cuore piu grande del nostro e vede con occhi più grandi e ci guida con un cuore paziente e tenace.